CHE COS’È IL SILENZIO

12 Ott , 2026 - Catechesi

Se vuoi conoscere i tuoi frutti, ritirati in silenzio, siediti ed esamina in profondità la tua anima, scoprirai allora le intenzioni della tua nudità, scoprirai di non essere quel ricco che credevi di essere, ma povero, pietoso e nudo.

Questo lo troviamo nel libro dell’Apocalisse 3,17. Allora, dice la Parola di Dio, di ritirarsi in una stanza e mettersi in silenzio: questa stanza non è tanto un luogo, è il segreto del nostro cuore, è questa la stanza di cui parlano i Padri della Chiesa; chiudi la porta, dicono. Cosa significa chiudere la porta della stanza interiore? Significa sbarrare la porta a tutti quei pensieri che se ascolto mi portano lontano da Dio. Bisogna stare molto attenti a quei pensieri che sbucano all’improvviso come un lampo; ecco la domanda da farsi subito: “se io seguo questo pensiero, dove vado a finire?”. Questa è la primissima cosa da fare: quindi, chiudere la porta, sbarrare tutti quei pensieri che mi allontanano da Dio e scrutare in profondità la mia anima. Questo significa che nel silenzio guardarsi dentro onestamente è la cosa più difficile ma necessaria per riconoscere il proprio peccato che è la madre di tutti i serpenti che continuamente alimentiamo dentro di noi. Noi spesso ci fissiamo sui sintomi del peccato ma non andiamo mai alla radice: è il peccato che noi dobbiamo confessare, non i peccati! Quando tu confessi la radice del peccato, automaticamente hai confessato tutti gli altri peccati perché derivano da quella radice: gelosia, invidia… Quindi, chiuditi nel silenzio e solo il silenzio ti aiuta a vederti realmente dentro. Come dobbiamo guardarci? Dobbiamo guardarci con gli occhi di Dio e vederci con la Misericordia di Dio: è questa la grazia che noi dobbiamo chiedere a Dio, è così che noi scopriamo i nostri peccati.

E poi dice: nel silenzio noi scopriamo quanto nudi siamo dentro la nostra anima. La crescita spirituale avviene quando noi ci rendiamo conto di quanto nudi siamo: la nostra nudità ha generato la nostra morte, quindi è importante rendersi conto della propria nudità e lì si capiscono i propri limiti. Dobbiamo veramente prendere coscienza dei nostri limiti, della nostra mortalità, sapendo che noi senza Dio non possiamo fare nulla: è questa la cosa più importante e solo nel silenzio interiore noi lo possiamo capire, senza capire questo noi non saremo mai felici; finché rimaniamo immersi nel frastuono di questo mondo, non conosceremo mai la felicità! Noi allora possiamo vivere nel mondo ma ancorati a Cristo Gesù: quando starai veramente solo davanti a Dio, quando sarai alla Sua presenza, vedrai la tua immagine come nello specchio di Dio e scoprirai la mediocrità del tuo aspetto e come non gli assomigli in nulla! Finché noi non ci guardiamo con gli occhi di Dio ma continuiamo a guardarci con gli occhi della falsa misericordia, non riusciamo, con i nostri occhi, con i nostri criteri, a vivere nella vera Misericordia, viviamo con i nostri parametri che ci portano nella falsa misericordia ma se viviamo nella Volontà di Dio allora riusciamo a vederci con i Suoi occhi. È allora che cominci ad avere misericordia di te stesso, perché noi non abbiamo misericordia di noi: non possiamo avere misericordia degli altri se per primi non capiamo di essere noi peccatori, miserabili, limitati e bisognosi della Misericordia di Dio; fino a quando non avviene questo, e questa è la vera conversione, la misericordia che noi pretendiamo è una falsa misericordia, costruita, finta. Infedeltà, calunnia, gelosia, orgoglio, collera, furto, invidia…Dio nel silenzio ti mostrerà come queste accuse, anche se tu non le riconosci, siano state sospese grazie al sigillo del Sangue di Cristo nell’attesa di una conversione sincera.

Chi è di noi che può dire: “io non ho nessuna di queste cose negative (gelosia, invidia, collera, ecc…)?”. Io penso che tutti noi le abbiamo, a diversi livelli: ognuno di noi sa nella propria coscienza se le ha fatte o le sta facendo. Dio, nel silenzio interiore, ti fa vedere tutte queste cose, ti apre gli occhi, ti toglie il velo della cecità. Spesso diciamo:“queste cose io non le faccio o se le faccio è perché mi inducono a farle, non è colpa mia!”… No, è colpa mia, io ho sbagliato, io sono stato infedele, orgoglioso, ecc… ecco, però, lo riconosco non con quella falsa umiltà per sentirmi dire “bravo/a”, ma devo crederci sinceramente: io sono così e faccio queste cose. Finché non arriviamo a fare così, non ci siamo convertiti, è una falsa conversione e solo nel silenzio si arriva a riconoscere questo e riesci, con la grazia di Dio, a vedere nel tuo cuore e a riconoscere queste cose. Una volta che le hai riconosciute, non dire:“vedi, Signore, adesso mi impegno a non ricadere più in questo”. Questo è l’uomo vecchio che sta parlando: tu puoi impegnarti quanto vuoi ma con il tuo impegno non uscirai mai da queste cose, anzi, peggiorerai perché questo è l’orgoglio: “adesso, Signore, io ce la faccio, mi impegno, e Tu, Signore, sarai fiero di me!”. No, Dio ti ama anche se tu fai queste cose! Piano, però, non sto dicendo:“allora posso farle!”. No, proprio perché Dio ti ama dovresti smettere di farle e non fare come il fratello del figliol prodigo che stava con il padre non per amore ma per avere l’eredità! Io solo per amore dovrei smettere di fare queste cose, non solo per volontarismo, ma con la grazia di Dio! Il tuo volontarismo non ti porta a niente, ti porta solo a peccare di più. Abbiamo detto che solo la grazia di Dio può fare questo miracolo: queste accuse contro di te sono sempre in vigore, l’unica cosa che le ha fermate momentaneamente fino a quando non ti convertirai è stato il Sangue di Cristo; il Suo sacrificio ha fermato la rovina che avrebbero portato a te queste accuse fatte agli altri. È stato il Suo sacrificio, la Sua sofferenza, non la tua! Sebbene sono sempre in vigore queste cose contro di te, anche se tu non le riconosci, sono state sospese grazie al Sangue di Cristo in attesa della tua vera conversione; finché non arriva quel giorno in cui ci convertiremo e capiremo che è Lui che ci ha salvato con il

Suo Preziosissimo Sangue, noi resteremo sempre fermi nella nostra pericolosa mediocrità.

La scoperta dell’uomo dei propri peccati è una grande grazia, è l’unica via che conduce alla guarigione; solo quando veramente si riconosceranno sinceramente i propri peccati si arriverà alla guarigione interiore. Ma, ripeto, questo avviene solo se si vive una vita dentro quel libro dove c’è scritta la Parola di Dio che è stata incisa nelle tavole del tuo cuore il giorno del Battesimo attraverso lo Spirito Santo, tavole non come quelle di Mosè, del Vecchio Testamento! Queste tavole non si romperanno più perché sono state scritte con il Sangue prezioso di Cristo!

L’uomo che entra nella solitudine ha svuotato il proprio cuore di tutto, della felicità e della tristezza, della speranza e della disperazione, dell’amore e dell’odio; abbandonato ogni interesse, ogni riflessione, ha affidato tutto, tutta la sua volontà a Dio; sì, dare a Dio tutta la tua vita, sia il bene che il male, morire alla propria volontà, dargli tutto e allora lì arriverà la grazia che ci aiuterà a vederci con gli occhi di Dio. Quando farai tutto questo l’anima proverà un grande disagio liberandosi dal corpo, dalle tenebre, dai sensi; si tratta di una svolta determinante nella vita che richiede fede e pazienza: allora l’anima supererà questa prova senza troppa difficoltà naturalmente con la grazia di Dio perché capisce bene che la luce è vicina, che dietro ci stanno le tenebre della tomba e si trova la gloria della Resurrezione. Bellissimo! Il silenzio interiore ci aiuta a tenere lo sguardo luminoso puntato verso la Gerusalemme Celeste, facendoti illuminare dalla luce che dall’Aldilà ti illumina già qui. Ecco, la nostra vera speranza! Ecco, se noi purifichiamo il nostro animo iniziamo a percepire delle cose che ora come ora non percepiamo e vivere veramente nello Spirito: questo significa acquisire quel gusto spirituale che vivono i Santi. Allora, la sola cosa da fare per un silenzio positivo è quella di non fare niente; la cosa più difficile da fare è il non fare niente… non è il tuo impegno che ti salva, attendi Dio nella calma e non volerlo raggiungere con l’immaginazione: solo così si slancia l’anima verso la presenza di Dio. Il Purgatorio, l’Inferno e il Paradiso non è quello che descrive Dante, Dante non era un mistico! I mistici descrivono l’Inferno come un luogo di ghiaccio, senza l’amore di Dio, il ghiaccio delle relazioni.

Allora, toglietevi le immaginazioni, sarà lo Spirito Santo stesso a farti percepire le categorie secondo la tua persona. Il mistero di Dio noi non lo possiamo vedere, è impercepibile. Allora, Dio cosa fa? Cerca di entrare pian pianino, di farci percepire qualcosa, ma è talmente grande il mistero di Dio che noi con la nostra immaginazione non possiamo arrivarci, ma solo nel silenzio del tuo cuore riesci a percepire piano piano qualcosa. Un Padre della Chiesa dice: se la tua bocca resta in silenzio il tuo cuore si infiamma; allora sarai beato perché il dinamismo dello Spirito ti leverà nell’Aldilà, eleverà la tua vita nell’Aldilà. Fa tacere quindi la tua lingua affinché il tuo cuore sia calmo e fa tacere il tuo cuore affinché lo Spirito parli in lui!


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