SE IL CHICCO DI GRANO NON MUORE, NON PORTA FRUTTO
-Prima parte-
Dio vuole portarci verso qualcosa di più grande: quando sentiamo parlare di cose grandi la nostra mente subito va a pensare a certe cose…più successo, più denaro, più riconoscimento, più onore… non è di questo che ti voglio parlare perché grande, per Dio, significa un’altra cosa! Nella Parola di Dio le cose più grandi hanno quasi sempre formule più piccole… un bambino nato in una stalla; Davide pastore che diventa re; una vedova che dà due monetine e Gesù dice che ha dato più di tutti; un chicco di grano che cade nella terra.
Le cose di Dio raramente assomigliano a ciò che il mondo chiama “grande”. Allora, cosa significa che Dio ti sta portando verso qualcosa di grande? Significa qualcosa di più profondo, una vita che ha più senso, anche se dall’esterno sembrerà semplice; un cuore più capace di amare; una fede che non si spezza al primo vento; una libertà interiore che nessuno ti potrà togliere; una versione di te che oggi non riesci nemmeno ad immaginare, non più famosa, ma più vera! E questo è più grande di quanto avevi chiesto; tu forse a volte chiedevi una soluzione, Dio sta preparandoti una trasformazione! Forse oggi stai vivendo un tempo che ti trova fermo, senza direzioni: forse stai attraversando un passaggio doloroso di cui non capisci il senso, una vita che va avanti ma non ti sembra di andare da nessuna parte e la cosa più pesante in questi momenti è quella di non star andando da nessuna parte.
Però dobbiamo sapere che c’è una enorme differenza tra essere fermi ed essere condotti lentamente; chi è fermo non va da nessuna parte, chi è condotto lentamente sta andando solo diversamente da quello che sceglierebbe. Ecco, gli esercizi vogliono dirti che non sei fermo, sei in cammino; sì, Gesù ti vuole guidare. Noi non siamo capaci di rimanere fermi, è una sensazione difficile per noi; ciò che ci schiaccia è l’idea di ripetere sempre le stesse cose e di non arrivare mai da nessuna parte.
Dobbiamo saperlo che ci sono cose di Dio che assomigliano alle radici di un albero, crescono sotto terra prima di vedere la pianta in azione! Così è la tua fede: se cresce non lascia segni esteriori, ma modi di vivere diversi da tempo fa, quando ancora non conoscevi il Signore; ci sono paure che avevi e che non hai più, ci sono cose che ritenevi importanti e che ora hai capito che erano un inganno e questo è il primo modo in cui Dio ti sta portando avanti, non ti sposta di posto ma ti trasforma nel posto in cui sei! Allora la nostra grandezza non è cambiare città, lavoro, abitudini, ma è diventare diversi dentro alle circostanze e questa è la parte più lenta, la più importante.
Nella vita ci sono situazioni da lasciare, decisioni da prendere, passi concreti da fare: Dio ti invita a lavorare su ciò che è dentro di te; un cuore che non imparato l’umiltà si perde nel successo, una persona che non ha imparato ad aspettare si spezza alla prima difficoltà. La lentezza di Dio non è distrazione, è cura! È bene che tu ti faccia una domanda ed è questa: cosa sta cambiando dentro di me con questi esercizi?
Forse il Signore ha già cominciato il Suo lavoro da tempo ma forse non nella direzione che pensi tu! Nel libro dell’Esodo, al capitolo 13, c’è un’immagine che dice come Dio conduce: un intero popolo era uscito dalla schiavitù e doveva attraversare il deserto immenso, senza strade, senza segnali, nessuno di loro sapeva la via… la Bibbia racconta che Dio mandava davanti a loro, di giorno, una colonna di nubi per guidarli in questo cammino e di notte una colonna di fuoco per far loro luce.
Fermiamoci su questi dettagli, sono importanti: di giorno una nube, non un itinerario dettagliato, una nube che si muoveva e anche il popolo camminava; quando la nube si fermava si accampavano. Non sapevano mai quanto sarebbero stati fermi, sapevano solo di seguire la nube! Capite quanto assomiglia alla nostra vita; anche noi vorremmo una mappa, vorremmo sapere quanto durerà questa prova… Dio, invece, ci dà una nube abbastanza da sapere di essere guidati ma mai abbastanza da poter controllare il viaggio e questo perché impariamo a fidarci.
Dio ci da dei segnali perché vuole che guardiamo a Lui, non alla meta, a quella ci pensa Lui! È l’unico modo in cui si vive veramente. Poi la notte la nube cambiava forma, diventava fuoco per dar luce; questo è per dirci che Dio non ci lascia soli ma anche nella notte Lui è presente e ci da esattamente quello che ci serve per camminare nella giusta direzione. C’è da notare una cosa: la colonna di nubi li precedeva, non li spingeva da dietro! Ecco, Dio non ti spinge a seguirLo, Lui ti precede. In Gv.10 Gesù parla di Sè come del buon pastore e dice che “le Sue pecore le chiama per nome e le conduce fuori e quando le ha fatte uscire tutte, Lui cammina davanti a loro e le pecore Lo seguono perché conoscono la Sua voce”.
Cammina davanti a loro: c’è una grande differenza tra l’essere spinti perché chi ti spinge ti mette paura, mentre chi ti conduce va per primo e tu lo segui per fiducia. Dio non ti sta spingendo verso qualcosa di più grande, ti chiede solo di seguirLo e non ti chiede di correre ma ti chiede solo di non perdere di vista la Sua voce che è la Parola del Vangelo.
Altro dettaglio importante: ti chiama per nome e conosce le tue ferite, le tue stanchezze, non sei uno qualunque, sei chiamato per nome, il tuo cammino con Lui lo conosce a fondo e poi dice una frase che è il cuore di tutto, dice: “sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Non dice “perché abbiano una vita facile, ricca”….no, dice “perché abbiano una vita piena, piena di senso, piena di profondità” ed è verso quella pienezza che ti sta conducendo anche attraverso strade che tu non sceglieresti. C’è una cosa consolante qui: le pecore non conoscono la strada e quindi il loro compito è restare vicino a Lui e anche il tuo unico compito oggi è restare vicino a chi ti conosce.
Allora, se Dio ti chiama a cose grandi è importante conoscere cosa è grande per Lui, altrimenti passeremo la vita ad aspettare la cosa sbagliata. In Mc.12, 41-44 c’è una scena che rivela tutto; Gesù è seduto nel tempio e guarda la gente che mette soldi nella cassa e ne mettono molti: arriva una vedova che mette due monetine di pochissimo valore e Gesù dice ai Suoi discepoli una cosa sorprendente, dice: “questa vedova povera ha messo più di tutti gli altri perché gli altri hanno dato il loro superfluo ma lei ha dato tutto quello che aveva per vivere”.
Fermati qui: Gesù che guardava vide la cosa più piccola della giornata, la cosa più grande per Gesù non si misurava nella quantità ma nella profondità del gesto, nell’amore che c’era dentro quel gesto, per chi lo faceva, e questo cambia tutto per te! Forse tu stai aspettando che Dio ti porti un cambiamento più grande, qualcosa di visibile che gli altri possano accorgersi… Dio, invece, guarda le cose che nessuno vede!
Pensaci bene: la pazienza che usi con qualcuno che ti mette alla prova, l’onestà che nessuno vede, il tempo che dai a chi ne ha bisogno e che nessuno conta, il perdono che offri senza dirlo a nessuno, la cura silenziosa verso una persona fragile…. il mondo non registra niente di tutto questo, il Cielo registra tutto! E allora forse il più grande che Dio ti sta portando non è un’altra vita ma la stessa vita vissuta più in profondità, con più amore, con più verità, non una vita che sembra più grande da fuori ma una vita che pesa di più nel Cielo! Una cosa importante è questa: se leghi la tua speranza ad un cambiamento esteriore distruggi quello che Dio sta operando in te, come chi guardava la vedova e vedeva solo due monetine, Dio vede il valore di quelle monetine! Sappi che il più grande quasi sempre passa da un lasciare; Gv.12 dice che il cammino più grande passa quasi sempre da un passaggio doloroso. Gesù dice in sostanza: “se il chicco di grano caduto a terra non muore rimane solo, ma se muore produce molto frutto”. Ecco, fermati su questa immagine che ogni contadino conosce bene: il chicco di grano tenuto in mano rimane sterile, non diventerà mai niente di ciò che è! Se invece viene interrato, se perde la sua forma, allora da esso nasce una spiga con chicchi nuovi. Guarda cosa dice Gesù con precisione: “se non muore rimane solo”. C’è una solitudine nel proteggerci: chi non lascia mai niente, chi si tiene tutto ciò che ha, rimane solo. Pensaci bene! Cos’è che blocca il tuo vero cammino spirituale?