1- CHE COS’È CHE MANDA IN CRISI LA COPPIA

29 Ott , 2026 - Catechesi

-Prima parte-

Gesù dice che l’amore più grande è dare la vita;

chi di noi ha la presunzione di essere capace di dare la via?

Tutti i giorni dobbiamo vincere il nostro egoismo, dobbiamo lottare con il faraone del nostro io che ci vuole prigionieri del nostro Egitto dentro ad un cuore che fa fatica ad essere libero.

Per vincere sappiamo che dobbiamo metterci contro di noi, contro di noi verso un’altra dimensione,

contro

una mentalità del mondo che va

contro

ciò che ci insegna il Vangelo.

Sappiamo che il mondo, la cultura, si muove su un altro parametro; siccome noi non siamo del mondo ma siamo nel mondo non possiamo pensare di vivere fuori dalla storia, siamo immersi in un contesto e dobbiamo trovare la capacità di capire come abitare questa realtà senza che questa contagi in maniera negativa la nostra esistenza. Qui vediamo quando il popolo d’Israele comincia ad uscire dall’Egitto per entrare nella terra promessa; la terra promessa non è una terra vuota, è una terra che va conquistata. Allora, tutte le volte che il popolo d’Israele arriva in un punto e sta lì, lì si trovano in un territorio di idolatri.

“Gli idoli delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo; hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno narici e non respirano, hanno orecchi e non odono”.

Non sono vivi, non possono salvarci. Allora, oggi siamo pieni di idoli ma quell’idolo che mi sono scelto non mi salva; solo il Dio vivo salva la nostra vita! Ciò significa che noi costantemente dobbiamo domandarci a chi stiamo prestando fiducia, ai nostri idoli o al Dio vero? Ecco, il mondo in cui viviamo è uguale al mondo dove il popolo d’Israele si ritrova quando arriva nella terra promessa, è popolata dagli idoli. Ogni popolo ha i suoi idoli, è legato alle sue fissazioni, alle cose che vengono vendute come la felicità. L’idea di oggi è che l’uomo sarà salvo tramite il progresso, poi conta poco se per colpa di quel progresso si sfascia una società e le famiglie vengono disgregate! Una persona non è più capace di sognare, di lavorare, di avere davanti a sé un progetto di vita perché è entrato nella catena di montaggio: tu non puoi più avere idee tue, tu fai parte della catena dell’industria. Sì, il progresso sembra che ti porti benessere, però porta anche tanto male.

Allora dobbiamo fermare il progresso? No, dobbiamo pensare che quel progresso non ci salva e che abbiamo bisogno di qualcosa d’altro che umanizzi la nostra vita. Tutte le epoche storiche hanno i loro idoli e l’idolatria in questo momento è molto legata al nostro io, al nostro individualismo, al nostro egoismo. Viviamo in un mondo dove ci viene detto che per essere felici devo stare bene io, quindi non ti interessa niente degli altri, anzi gli altri li uso per poter star bene io. Allora, come si può essere coppia in un mondo che ci educa in questo modo? Come si può scegliere la famiglia quando tu scegli di utilizzare l’altro per i tuoi fini? Ma abbiamo occhi per accorgerci di questo e che tante culture sono figlie di questo individualismo e noi abbiamo il dovere di smascherarle per noi, innanzitutto, e non andare dietro a queste idolatrie perché sono idoli, non salvano.

Noi abbiamo bisogno di qualcosa che salva la nostra vita; allora, l’aiuto che noi abbiamo per uscir fuori dall’idolatria è il Vangelo: più noi ci avviciniamo al Vangelo e più il Vangelo ci libera da ogni idolatria e ci aiuta a guardare le cose nel modo giusto. Quindi non è una tecnica che ci salva la vita ma è conservare l’umiltà di dire che se le cose le guardo dalla prospettiva del Vangelo ho la vita salva: questa cosa non mi deresponsabilizza ma ci devo provare, i Santi sono quelli che ci hanno provato tutta la vita! Non importa se ci riusciremo o no; il Signore ci chiede di provarci e di fidarci di Lui.

Il male dentro il Sacramento del Matrimonio

Ogni volta che si parla di famiglia bisogna ricordare come il male agisce dentro il Sacramento del Matrimonio. Qual è la modalità normale attraverso cui il male agisce attraverso il Sacramento del Matrimonio? È inquinare lo sguardo: io devo vedere nella persona che ho accanto Dio, questo è il Sacramento del Matrimonio, ma se il mio sguardo non vede più questo, tutto è finito.

Spesso tante cose nella nostra vita ci spingono a guardare l’altro non più con fiducia ma con diffidenza: quando tu vivi con qualcuno ti accorgi anche della miseria di questo qualcuno, ti accorgi del limite della sua storia, del fatto che è umano e quindi può sbagliare e tutto questo entra dentro di noi cambiandoci lo sguardo. Io non riesco più a vedere l’altro con uno sguardo benedicente ma comincio a vedere l’altro come uno da cui difendermi. Allora io ti guardo ma non ti guardo più come un aiuto, come un sostegno, come la completezza di Dio, ma ti guardo come un qualcosa da cui difendermi.

Ecco, se il punto di partenza del nostro sguardo è stato inquinato da questa visione noi possiamo fare tutti i corsi che volete, pregare, ecc… ma la base non c’è più. Questa è una domanda molto seria che dovete farvi, cioè, come ci stiamo guardando; io ti guardo giudicandoti o ti guardo in maniera benedicente? Ho conservato lo sguardo buono verso di te oppure ho coltivato qualcosa che ha inquinato il mio sguardo verso di te? Tu non sei più un aiuto per me, non sei più carne di Cristo ma sei diventato un ostacolo per me; ecco, questo blocca il cammino di una famiglia e si può vivere…


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