Molti di noi hanno rinunciato a vivere perché passano la vita continuamente a raccontare il loro passato: “io vorrei amare ma vengo da una storia… vorrei fare questo ma mi sono successe troppe cose brutte…mi piacerebbe tanto essere felice ma come posso essere felice dopo tutto quello che mi è successo?…”.
Questo atteggiamento da vittima testimonia che noi siamo schiavi del nostro passato, il perdono non ha raggiunto il nostro passato.
Poi c’è una domanda che i discepoli fanno a Gesù quando a Gerusalemme incontrano un ragazzo che è cieco dalla nascita e dicono a Gesù “ma perché è cieco? È colpa sua o dei suoi genitori?”.
così affinché si manifesti la gloria di Dio nella tua vita! Cioè, c’è un progetto unico diQuanto ci piace trovare i colpevoli, che bello potercela prendere con qualcuno! Io ho una ferita, un dolore, la colpa di chi è? “É sua o dei suoi genitori”? Gesù risponde: “non è colpa sua né dei suoi genitori, è così affinché si manifesti in lui la gloria di Dio”.. è cioè è bello essere ciechi, avere una famiglia distrutta, aver subito una violenza?
No, non è bello! Immaginate Gesù che dice: non è bello, ma quella persona non è sbagliata! Tu non sei sbagliato/a semplicemente perché vieni da quella storia; tu sei così affinché si manifesti la gloria di Dio nella tua vita! Cioè, c’è un progetto unico di Dio che passa attraverso la tua unicità; se quel ragazzo cieco non lo fosse stato noi non avremmo avuta questa testimonianza, quel miracolo. Qui il problema non è semplicemente aprire gli occhi ma capire che lì dove c’è contraddizione, ci sono ferite, colpe, ecc… dobbiamo sapere che Gesù ha il potere di manifestare la Sua gloria, lì dove noi non possiamo fare nulla!
Ma diciamoci la verità: davanti alle prove della vita, davanti alla nostra storia noi riusciamo a professare la nostra fede così? Riusciamo a dire: “Signore, a me non piace quello che mi è successo ma lo accetto affinché si possa manifestare la Tua gloria?”. Ecco, così è il perdono: il perdono è riconciliarti con questa tua storia sapendo che non è impedimento alla grazia di Dio;
io non riesco a farci niente con questa storia, Dio sì!
Non è vero che tu non puoi essere felice perché Dio può manifestare la Sua gloria nella tua vita e renderti felice nonostante quello che hai vissuto; non è vero che non sei capace di amare: se ti abbandoni a Dio ti rende capace di cose inaudite ma noi non ci crediamo, non crediamo che Dio possa operare dentro la nostra vita nonostante noi, nonostante quello che abbiamo vissuto.
Ma tu hai perdonato la tua storia, quello che hai passato, o continui a fare la vittima?
Noi abbiamo bisogno di smettere di cercare il colpevole, abbiamo bisogno del perdono non per cancellare il nostro passato; ricordiamo che tutto quello che non perdoniamo nella nostra vita cambia vestito e si presenta sotto un’altra veste.. allora noi non dobbiamo fingere che certe cose non siano accadute, dobbiamo lasciare che il Signore operi la Sua gloria in noi, dove noi non possiamo fhttps://www.youtube.com/live/-qSC1_m3LkQ?si=JiaOeXoHxzRU8lV7&t=1407arci nulla.
Credere in Gesù significa consegnare a Lui la nostra storia, per questo abbiamo bisogno del Suo perdono, sempre! A che cosa serve il perdono? Non serve a cancellare la nostra storia passata ma a poter essere liberi nonostante la nostra storia passata! Basta leggere la Bibbia per accorgerci che tutte le volte che Dio entra nella vita di qualcuno non cancella la storia di quella persona ma la prende così com’è, con il suo carattere, con le sue potenzialità, con le sue rabbie, con le sue ferite. Allora, quando noi ci accostiamo al Sacramento della Confessione, quando noi ci lasciamo raggiungere concretamente dal perdono di Dio, non siamo noi a scrivere la nostra storia ma ci viene indicata dal direttore spirituale che non ci toglie la libertà, semplicemente ci da una direzione da prendere, qualcosa su cui lavorare davvero per vedere in atto la grazia di Dio.
così affinché si manifesti la gloria di Dio nella tua vita! Cioè, c’è un progetto unico di
Secondo condizionamento è lo spazio e il tempo che viviamo: “oh, come sarebbe bello vivere come 50 anni fa…” ma noi siamo qua, in questo tempo! Ciascuno di noi ha una vita più o meno lunga che prende un lasso di tempo ben preciso; io devo fare pace con il tempo, accettare di stare qui. No, noi viviamo la nostalgia proiettata nel futuro, non riusciamo mai a stare nel presente. Quand’è che una persona si è riconciliata con il tempo? Quando non ha più bisogno della nostalgia del passato e non ha bisogno di fuggire nel futuro e dice “io sono qui, in questo tempo e ho solo questo tempo”.
Noi non riusciamo a vivere con passione il presente perché pensiamo che nel presente non ci sia grazia; abbiamo bisogno che Gesù ci dia il Suo perdono per poter vivere bene e abitare il nostro presente. Quando noi ce ne andremo da questa vita che cosa abbiamo lasciato agli altri?
Abbiamo preso sul serio questo nostro tempo o lo stiamo vivendo in maniera distratta? Io non vedo gente che vive appassionata ma vedo gente distratta che vive alienata, gente che sogna cose che non esistono! Vai a chiedere: “ma voi vivete nel presente o vivete nell’attesa di altro?”.
Qual’è il desiderio di Dio? Non è dove viviamo ma come viviamo e dove siamo, noi possiamo farci santi. Non possiamo cancellare gli errori che abbiamo fatto nella nostra vita, sarebbe poter cancellare qualcosa di sbagliato ma ci sono delle cose che sono irreversibili; certe cose, dopo che le hai rotte, non le puoi più aggiustare.
Tutti nella vita facciamo delle cose irreversibili che non possiamo più aggiustare.
Che cos’è il perdono? È il ricordarci che noi valiamo di più delle cose sbagliate che abbiamo fatto. Tutti noi possiamo aver fatto delle cose sbagliate ma con questo Gesù non ha smesso di amarci e di avere un progetto su di noi, allora noi non possiamo usare la scusa dicendo “ormai…”; no, il Signore ti sta aspettando, vuole che tu viva il presente e come si vive il presente? Si vive così: quando arrivi a sera, dire “grazie Signore per questo giorno; grazie perché mi hai donato questo giorno che non è a caso, ma è per me!”.
Se siamo vivi non è per caso è perché il Signore sta facendo qualcosa per noi, ma abbiamo questa consapevolezza?
Noi vorremmo trovarci altrove, pensiamo sempre di trovarci al posto sbagliato; non esistono posti sbagliati perché Dio si trova “in cielo, in terra, in ogni luogo!”. Non c’è un posto sbagliato dove Dio non ci sia! Allora, se Dio è ovunque io non sono mai nel posto sbagliato; Dio è dovunque ti trovi ma noi non ci crediamo, se ci credessimo tutto cambierebbe! Altra cosa: i nostri errori, i nostri peccati, quelli irreversibili, quelli che non possiamo riparare, quelli fatti nel corso della nostra storia ci hanno condannato ma Gesù è più grande! Gesù può darci una vocazione, una chiamata, Lui è più grande dei nostri errori! Dio ha un progetto su ciascuno di noi nonostante i nostri errori! La domanda non è se abbiamo sbagliato o no nella vita; attenti a dire: “noi siamo migliori, non abbiamo sbagliato”, perché così facevano i farisei e Gesù a questa gente sapete cosa dice?
“Non sono venuto per voi, non sono venuto per i giusti e i sani, sono venuto per i peccatori e per gli ammalati”.
Tu pensi di essere un giusto, un sano? Non sono venuto per te ma per i peccatori. Dio è creativo, manda Suo Figlio; Gesù ci ha detto una cosa importante, che è venuto a cercarci Lui. Significa che Dio per venire a parlarci usa qualunque mezzo: la parola di una persona, un gesto, un’amicizia, una circostanza.
È Gesù che ti sta cercando e te ne accorgi perché cambia la vita e da che cosa che te ne accorgi che è cambiata la tua vita? Ti accorgi perché torna la speranza nella tua vita, tu torni a respirare. Non riesci a spiegartelo ma è Gesù che ha ripulito la tua vita e ti dice: “vieni e segui Me”. Ma tu, ci credi? Allora, è bello essere cristiani ma è bello se se siamo in grado di professare la nostra fede e chi è che professa la fede? Chi crede nel perdono e chi crede nel perdono si lascia riconciliare con il suo passato, con lo spazio, con il tempo e con i propri errori; quelli sono coloro che professano la fede con il perdono, ma questo perdono è per ciascuno di noi.
La maggior parte delle persone che mi vengono a parlare dipendono solo da una cosa: non si sono lasciati perdonare. Le persone perdonate te ne accorgi perché sono pacificate, sono sempre le stesse persone e combattono sempre con gli stessi demoni; tu da che cosa ti accorgi che sei cresciuto in santità?
Dal fatto che hai meno tentazioni? No, ti accorgi che anche se sei la stessa persona che combatte sempre con le stesse cose, nella tua vita c’è più pace, c’è più gioia, c’è più fiducia. “In Lui confido e non ho timore”; solo così vivremo la Pasqua! Allora sì la gente guardando noi vede Gesù Risorto, non nelle statue ma in te! Sì, è Pasqua perché lo vedo dall’atteggiamento dei cristiani che è Pasqua, non dalle campane su di noi. Se tu ci credi, si vede! Vi ricordate i due discepoli di Emmaus che tornano a casa delusi? Gesù in persona si avvicina loro e loro sentono che le parole di questo straniero gli brucia il cuore; dopo un tratto di strada Gesù entra con loro in una locanda, questo straniero spezza il pane e poi sparisce. Loro hanno capito che era Gesù e saltano di gioia; prima se ne tornavano tristi, dopo che Lui si è manifestato tornano indietro pieni di gioia a testimoniarlo, ma gli altri Apostoli non gli credono.
A noi non interessa se siamo creduti o noi, a noi interessa testimoniarlo e che qualcuno ci creda.