L’essere umano ha una grande necessità di trascendenza come punto di riferimento che possa avere nella vita degli orientamenti stabili. La ricerca dei valori è un problema destinato ad essere sempre in una situazione di tensione, tensione fra due polarità, sono due caratteristiche dei valori: la polarità della oggettività e della soggettività.
I valori sono oggettivi perché sono legati alla natura umana, però il bello del valore è che può essere fatto, questo valore oggettivo, può essere fatto dal soggetto. Sappiamo che noi siamo circondati da tutti quei condizionamenti nell’agire, nell’amare, nel decidere dell’essere umano. Allora, c’è un bisogno fisiologico che ti dice: o mangi o muori; il valore non ti opprime, ti lascia libero, quindi c’è una grande differenza tra bisogni e valori. Io posso decidere di non amare nessuno, sono libero, ma non posso decidere di non mangiare perché muoio: c’è chi cerca di realizzarsi qui su questa terra e chi invece sente il bisogno di far riferimento a Dio e quindi sente il bisogno di fare una scelta autentica, ricca di valori, valori autentici e ricchi di significato.
Per fare questa scelta si ha bisogno di essere aiutati per un discernimento sano: certo, non è consigliabile andare dallo psicologo a meno che non sia uno psicologo veramente cristiano; diversamente quello si fonderà sulla scienza, senza tenere presente della trascendenza. La psicologia è analitica, studia soprattutto le difficoltà che uno vive dando risposte puramente scientifiche e non di valori: per una scelta autentica c’è bisogno della formazione dell’inconscio, cioè l’inconscio che è sempre sofferente per mancanza di chiarezza ha bisogno di essere formato e la formazione è un cammino lento ma autentico e continuo.
Quando manca la formazione dell’inconscio incontriamo persone demoralizzate che a 21 anni dicono che la vita fa schifo, che ciò che conta è avere una buona sistemazione, avere successo…insomma, sono tutte quelle scelte che non sono mai state approfondite e di conseguenza lasciano illusioni e delusioni perché l’uomo non è questo! Ecco, la scelta della formazione è necessaria, è una scelta che deve fare l’interessato, non può delegarlo ad altri! Però la prima cosa che deve fare è liberarsi dai pregiudizi, deve avere piena fiducia in chi lo sta formando, non può subire le conseguenze dell’ambiente in cui vive, neanche dai genitori, perché quella tendenza egoistica che non cerca il bene della persona ma i propri interessi rovina la bellezza dei piani di Dio.
Oppure i genitori sono contenti di una scelta religiosa magari per il motivo che loro figlio/a evita compagnie cattive: no, c’è bisogno di un vero discernimento, staccato da tutto ciò che è mondano per non influenzare i veri valori della persona e i progetti che Dio ha su di essa. La persona ha bisogno di crescere adulta nella fede e questo vuol dire una persona che sa dare un significato alle gioie ma anche alle prove, perché Gesù non ti toglie il male ma ti insegna a dare significato, altrimenti siamo come la pula, dove il vento la sposta dove vuole.
La persona deve prendere coscienza che è chiamata a prendere posizione davanti agli interrogativi della vita; a volte si sente dire: “ma che senso ha la vita”. Caro mio, cara mia, sappi che se vuoi essere sano/a devi rispondere a questi interrogativi del “che senso ha la vita”. Allora io non ti dico che senso ha la vita e nessun psicologo te lo può dire, ma ti dico però che a questa domanda tu devi saper dare una risposta. Questa cosa è importante perché in ultima analisi, partendo da questi interrogativi ultimi che sono: “io da dove vengo e dove vado”, che è come dire qual’è la mia meta…quando uno si chiede da dove vengo e dove vado, immediatamente entra in rapporto con qualcuno. Questo è il vero problema perché questo è insito dentro di te, te lo porti in grembo, dentro di te c’è la presenza dell’Eterno.
Di fatto la tua vita la metti in mano a qualcuno, a chi e a cosa dipende dalla formazione che hai e dalle decisioni che prendi: ricordati che l’essere umano non può fare a meno di consegnarsi a qualcuno o a qualcosa, e lì sta la mia felicità o la mia rovina. Per una scelta significativa devo guarire da una fede ammalata, una fede piena di paure non è fede. Una buona formazione ti pone sempre di fronte agli interrogativi ultimi e gli interventi ultimi sono sempre religiosi. La formazione poi ti aiuta a guardare ai valori valoriali, ti dice: “guarda che le tue scelte le fai bene se tieni conto di tutte le tue potenzialità” ed ecco che entra in campo la trascendenza, cioè questa scelta deve essere fatta tenendo conto di tutto il tuo organismo. La scelta che fai deve rispondere alle tue potenzialità, ai doni che hai: la scelta che fai deve puntare all’obiettivo principale della tua vita. Ad esempio: se tu scegli di fare l’artista devi avere le qualità per fare l’artista, non puoi inventartelo perché ti piace! Se tu scegli la vita religiosa devi avere le qualità per viverla e sono quella del servizio, dell’amore ai poveri, della preghiera….ecc…altrimenti è come voler andare in aereo per le vita della città! Uno che deve fare una scelta deve essere corrispondente ai valori e alle doti che ha e ci vuole una mente sana, una fede autentica e per autentica vuol dire non avere dubbi sulle promesse che Dio ha fatto ai suoi, avere uno spirito buono e spirito buono vuol dire relazione con Dio e con i fratelli.
Quando la fede diventa disincarnata non è fede: la fede è dono, è totalità, è bisogno di trascendenza; l’ascolto è la capacità relazionale. L’uomo, la donna, impazzisce quando viene isolato: il principio fondamentale è quello della totalità. Nella persona c’è l’esigenza di trascendersi e questo deriva dallo sviluppo della capacità relazionale; l’ascolto è l’espressione della capacità relazionale: quante relazioni rovinate perché manca l’ascolto. L’ascolto è il modo rivelatore per saggiare la capacità autentica dell’essere umano. Ecco quanto è importante l’ascolto e quanto è rivelatore della libertà interiore, del senso dell’altro, della stima per l’altro, dell’accoglienza; l’ascolto rende il tuo “io” come spazio perché l’altro vi possa abitare. Impariamo dagli spagnoli che quando arrivi loro ti dicono: “esta es tu casa”, per dirci: “sei accolto”.
Poi, altra cosa, tu devi scegliere la fonte di valori ma sappi che la scelta è fatta bene solo se questa fonte ti chiede il massimo: la fonte dei valori è scelta bene se ti dona e ti chiede il massimo e ti dona anche il massimo perché ti ricorda la risorsa che hai dentro di te, ti apre anche la prospettiva che hai dentro di te, ma ti chiede anche il massimo. Una fonte di valori che ti chiede anche un millimetro al di sopra delle tue possibilità non è buona; hai scelto bene quando ciò che hai scelto ti chiede il massimo. Una fonte religiosa ricca di valori ti da pienezza di vita. “Se mi chiedo perché ho sempre desiderato di essere onesto, di avere riguardo per gli altri e possibilmente di essere buono è perché non ho mai smesso di farlo anche quando ho notato che in tal modo si danneggia se stessi e si diventa incudine perché certi sono superbi e infidi, ma la pace interiore fiorisce sempre più” dice Freud. Si, Freud aveva scoperto ciò che da salute e piena felicità all’essere umano, la scelta di essere onesto, buono, apre una porta significante della sua vita. Io ne conosco uno che ha vissuto questo ed è Francesco d’Assisi, uomo capace di amore e di amare, uomo che si libera da tutte le censure della società e da una cultura ammalata. S. Francesco d’Assisi ha fatto una scelta di valori che galleggia sopra ogni teoria costruita da mente d’uomo; la differenza è che Freud ha scoperto i valori ma non l’autore dei valori, Francesco ha scoperto la fonte dei valori e la certezza che con Lui, Gesù, poteva viverli. Freud l’argomento che ha approfondito di più è stato la religione, ma il suo orgoglio non gli ha permesso di scoprirne l’Autore: questo ci dice che nessuno può andare contro la libertà di un altro, ma quanto è pericoloso decidere solo sulle proprie idee! Qui entra in campo la Parola di Gesù: “Io offro la Mia vita nell’amore totale per le Mie pecore”… ma le Mie pecore sono dentro al Mio recinto? Si, tutti siamo alla ricerca di un amore totale ma l’amore totale si compie solo in Dio, fuori di Lui l’amore è ammalato. Allora, una domanda: i miei valori su cosa poggiano, sul parere degli altri, dei miei genitori, di ciò che mi propina il mondo o sulla Parola e il discernimento di Dio e di chi vive il Vangelo? Quanta gente a forza di ragionamenti rimane fuori dal recinto di Gesù! Allora, è così importante entrare in questa dimensione dei valori perché ci fa contemplare la bellezza del mistero dell’essere umano. Allora, è bene per noi entrare dentro a questa dimensione anche se è ben lontana dall’entrare dentro e dal scoprirne tutta la verità della bellezza dell’io dell’uomo.
Allora è interessante interrogarci su questa nostra struttura dell’io e rimanere piccoli in attesa di nuove rivelazioni alla nostra vita interiore. L’io è quello da cui partono tutti i processi e le funzioni della personalità, è colui che agisce stando al centro in modo da unificare la personalità e mantenere l’integrità. Qui capite come è necessario controllare il nostro io e analizzarne le funzioni perché dall’io parte l’aggressività come parte la gentilezza, ecc… Per questo è sempre importante tenere presente la totalità della persona, essere maestri di vita, formatori della coscienza. Le nostre capacità di vita devono essere di un adulto maturo, allora puoi amare con tutto il cuore e con tutte le tue forze! L’essere umano nasce sempre con una ferita, è sempre di fronte ad una alternativa, sente un’attrazione per il bene e la sente anche per il male. La conflittualità è intrinseca nell’essere umano, è inevitabile, ed è il fondamento della libertà: tu nasci libero, puoi scegliere di fronte al bene e di fronte al male, puoi amare oppure no. L’amore non è un’arte, è una legge. Allora, la persona è definita da quello che vuole diventare e deve diventare; allora la persona si forma da quello che lentamente costruisce, che noi costruiamo e che lentamente realizziamo. Allora, da qui parte l’io attuale e l’io ideale: l’io attuale è quello che noi siamo dal momento della nascita e l’io ideale è quello che noi siamo chiamati ad essere; per arrivare a questo devo essere sempre in rapporto con il mio io ideale per arrivare ad essere quello che sono chiamato ad essere come credente.
Allora, il valore della vocazione è libero quando io lo scelgo per la sua validità e non per fare carriera, cercare il mio interesse: questa non è una vocazione libera ma strumentalizzata e da qui nasce l’inquietudine, la tristezza, il malcontento. Non basta aver fatto una scelta, i valori possono essere usati anche in maniera strumentale per paura di essere soli con se stessi o per essere considerati…ecc… Qualsiasi valore può essere usato in modo intelligente oppure in modo strumentale per i miei bisogni effimeri; tu puoi scegliere di annunciare il Regno di Dio in modo strumentale, per i tuoi interessi: qui devo chiedermi che cosa vuol dire per me essere povera, casta, obbediente; le scelte comportamentali definiscono il tuo ruolo, o un ruolo sano o meno sano e siccome in noi c’è sempre anche la parte meno sana, allora questa va tenuta sotto controllo. Starci attenti vuol dire che la persona rimane in una situazione aperta alla formazione permanente, cerca la verità, si lascia aiutare e sa di non sapere, rimane in una docilità che vuol dire capire che per tutta la vita bisogna avere la capacità di imparare. Se una persona non è aperta ad imparare per tutta la vita, tutta la sua preghiera e azione non è servita a nulla; uno/a che ha imparato a imparare è uno che si lascia toccare dalla vita, dialoga con tutti e si lascia mettere in crisi dalle cose e non da nulla per scontato.
Allora, cosa succede? Succede che vive in modo salutare le crisi perché lasciandosi toccare e provocare dalla realtà reagisce non con ribellione ma in maniera intelligente, di una persona che ha cercato i veri valori nella verità. La formazione permanente è importante perché ti mette in contatto oggi con la realtà e allora ti lasci mettere in discussione e impari a tenere sotto controllo la parte non sana di te e impari ad acquisire libertà interiore. Se tu sei aperto/a impari da tutti però hai un padrone solo; le persone eccentriche hanno tanti padroni e quindi non sono in grado di accogliere ciò che le aiuta a crescere e non si lascerà mai provocare e attraversare dalle provocazioni della vita.
Queste persone hanno paura delle crisi: in questa situazione qualsiasi circostanza della vita, maldicenze, spostamenti, non li accettano, non si lasciano provocare, mentre queste sono situazioni provvidenziali per chi ha un io formato e positivo perché è libero di ascoltare la vita ed è libero di cogliere in tutte le circostanze della vita quella parte di verità che potrebbe aiutarla a crescere. Chi non ubbidisce non ha la libertà di lasciarsi aiutare, ma farà la vittima, farà l’offesa, non ha più la capacità di lasciarsi modificare dalla realtà esterna, cioè rimarrà sempre con un handicap e con il bisogno di essere compatito/a. La cosa che dobbiamo apprendere è quella di imparare da Gesù: Gesù che era Dio era sempre in relazione con il Padre, si ritirava a pregare e ad apprendere dal Padre. Noi non possiamo vedere il Padre ma Dio ci ha dato dei referenti, persone incaricate per aiutarci a crescere, ma per crescere bisogna lasciarci dire la verità e la verità ci fa liberi.